11.  DELLA CURA dei mali dell’ANIMA
(SENECA: 4 a.C. – 65 d.C – Còrdova – Roma – esilio )

 

-          Asceta e banchiere, precettore e vittima, malato (aveva l’asma) e medico di sé stesso

-          Uomo delle contraddizioni e dei conflitti. Gloria e esilio. Lo STOICISMO vissuto

-          Saggio, eclettico, lontano da ogni dogmatismo

-          Scrive per curarsi, raggiungersi, trovarsi e ritrovarsi

-          Temi : la verità, il dolore, l’infelicità, lo scorrere del tempo, la fugacità di tutto

-          Motto: “Tendere al BENE, senza pretendere di raggiungerlo”

-          La sua saggezza resta una terapia contro i mali dell’anima

 

 

METE del  SAGGIO:

 

  1. RIDIVENTARE PADRONI DEL PROPRIO TEMPO.

“Solo il tempo ci appartiene”.

La vita non è mai troppo corta o troppo lunga, se ci appartiene,

la si vive in pienezza,

le si dà un senso, da protagonisti, non riempiendola alla rinfusa.

“La vecchiaia stessa è dolce,se la si attraversa con lo spirito giusto”.

Obiettivo: vivere,concentrarsi sul presente

senza rimpianti per il passato o paura del futuro

vivendo ogni giorno come se fosse l’ultimo.

E’ l’intensità del momento che lo rende eterno.

 

  1. CERCARE LA SEMPLICITA’, L’INTERIORITA’, LA CONSAPEVOLEZZA

Spogliarsi del superfluo, evitare l’agitazione di chi è sempre troppo occupato,

non stordirsi di piaceri effimeri, di mode stravaganti, di distrazioni continue.

La vita passa…mentre facciamo altro!

 

  1. SFUGGIRE IL CONFORMISMO, IL PENSIERO COMUNE.

L’errore diffuso non diventa verità.

Mai essere schiavi dell’opinione dominante, del “politicamente corretto”, ecc. 

Non temere il rischio della solitudine.

Curare solo incontri stimolanti: siamo le relazioni che abbiamo.

 

  1. L’ACCETTAZIONE DELL’INELUTTABILE,

DA’ LA VERA TRANQUILLITA’ DELL’ANIMO

Distinguiamo “quello che non dipende da noi” da quello che dipende da noi .

Impariamo a soffrire meno dei mali inevitabili: malattia, morte, scherzi del destino.

Ricorda che: “Soffriamo meno per gli eventi in sé

che per la rappresentazione che ci facciamo di essi” (Epitteto) 

Non siamo spaventati dalle cose,ma dall’idea che ci facciamo di esse.

 

  1. OGNUNO PUO’ NOBILITARSI CON LA SAGGEZZA, SE LO VUOLE.

“Non importa da dove, ci si può sempre elevare al cielo”.

Apparteniamo a un cosmo, a un ordine naturale, a un grande Tutto.

“Vivere è essere utili a sé. Vivere è essere utile agli altri”.

 

 

Da “PSICOLOGIES” – VANIA CRIPPA

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