4 . Autostima e Benessere nell’orientamento omoerotico
Cesare De Monti

- autoaccettazione di base
- senso del proprio valore

- senso dell’autoefficacia
- virilità e femminilità
- interiorizzare le frustrazioni e lo stigma della diversità
- minoranza non minorazione
- varianza non devianza
- uguaglianza pubblica e libertà privata


Definizione e date storiche salienti

Omosessualità: attrazione erotica predominante verso individui dello stesso sesso che può essere espressa in una grande varietà di modi o che può essere inibita dalla pressione sociale intollerante, da un conflitto intrapsichico inconscio o da entrambi i fattori per cui viene negata o rifiutata o rimossa.

La concezione morale di tipo giudaico - cristiana ha mal tollerato l’omosessualità e in molti paesi è stata dichiarata illegale

1954: depenalizzata in Inghilterra (in privato tra adulti consenzienti dalla commissione Wolfenden della Camera dei Lord.

1973: abolita dal Manuale Diagnostico Statistico dei Disturbi Psichiatrici dell’Associazione Americana degli Psichiatri (DSM-III).

1987: ricondotta nell’ambito delle varianti non patologiche dell’orientamento sessuale.

1987: depennata, anche come entità diagnostica, la restante categoria di "omosessualità egodistonica" (quella non desiderata e che crea disagio).

Autostima e "concetto di sé"

Il senso del proprio valore personale, l’immagine positiva di sé, da che dipende?

Il "concetto di sé" è una costellazione di elementi a cui una persona fa riferimento per descrivere se stessa. L’"autostima" è una valutazione circa le informazioni contenute nel concetto di sé.

La formazione dell’autostima è in rapporto al sé percepito e al sé ideale:

  • il sé percepito equivale al concetto di sé, una visione oggettiva di abilità, caratteristiche e qualità presenti o assenti;
  • il sé ideale è l’immagine della persona che si vorrebbe essere per sentirsi OK.

Quanto più è alto il divario tra il sé percepito e il sé ideale, tanto più è bassa l’autostima. Essa si costruisce nel corso degli anni ed è il prodotto di una serie di fattori interponessi tra cui:

  1. riconoscimenti e permessi per ciò che si è e si fa da parte delle figure significative (nell’infanzia), del gruppo dei pari (nell’adolescenza), di se stessi (nell’età adulta) divenendo i genitori di se stessi, dandosi da sé, tramite le esperienze della vita, autoriconoscimenti e autopermessi.
  2. senso di autoefficacia percepita nell’interagire nelle cose e nelle persone (problem solving), nell’ottenere dei risultati, nel fare... nell’acquisire competenze professionali e relazionali.

Ciò comporta 3 passaggi:

  1. Autocomprensione, autopercezione corretta circa il proprio orientamento sessuale (etero, bisex, omo) purché chiaro, strutturato, egosintonico o costituzionale.
  2. Autoaccettazione grazie a una valutazione dell’omosessualità come
    - una variante non patologica della sessualità umana, varianza non devianza, tratto caratteristico non minorazione col superamento conseguenti di: vergogna, colpa, disgusto per se stessi...
    - l’appartenenza a una minoranza di popolazione, con tutte le conseguenze (stigmatizzazione, diversità, ostilità, ostracismo...)
  3. Autorealizzazione con comportamento assertivo e il superamento di problemi come omofobia, alienazione, disperazione, disprezzo di sé, esclusione sociale, così da raggiungere una buona intimità con se stessi facendo andar d’accordo testa - cuore - pancia (W. Pasini) e intimità con l’altro (capacità di relazione d’amore: passione, ma anche tenerezza).

Livelli di Autostima e Società

L’autostima è: bassa (negativa), adeguata, alta (positiva), eccessiva e presuntuosa (orgoglio gay?).

Una persona con buona autostima ha una visione sana di sé, può riconoscersi pregi e difetti valutandosi in modo positivo e sentendosi bene in virtù dei suoi punti forza, quali che siano. Sostanzialmente si accetta ("mi piace la maggior parte di me stesso") anche se lavora sodo per migliorare, superare o compensare le sue aree deficitarie perdonandosi e tollerando le frustrazioni se talvolta manca il bersaglio o non riesce nel suo intento.

La società attuale dà un valore più elevato a: aggressività, iniziativa, intraprendenza, innovazione, competitività, efficienza (valori maschili); rispetto a: amore, sensibilità, sentimento estetico, generosità, capacità a prestar cure... (valori femminili).

Migliorare l’autostima, si può? Sì, ecco alcuni modi:

  1. Diminuzione del divario tra il sé percepito e il sé ideale, con un livello di aspirazione più realistico, obiettivi più ragionevoli e proporzionati, aspettative più adeguate alle possibilità.
  2. Correzione del concetto di sé (sé percepito) da una valutazione che ha distorsioni (trappole cognitive), pregiudizi (maschile/femminile), preconcetti e stereotipi (Es. "Per uno come te non c’è posto a questo mondo"), eccessiva critica negativo-svalutativa.
  3. Inserimento o "coming out" in gruppi omo, sperimentando accettazione e socializzazione.
  4. Realizzazione, quando possibile, della stabilità della vita di coppia. La relazione gay stabile e duratura funziona soprattutto per queste caratteristiche specifiche:
    1. alto grado di compatibilità e comprensione reciproca (somiglianza, affinità elettive);
    2. differenza tra i partners di età, razza, status, personalità... così da dare la complementarità necessaria al mantenimento della tensione sessuale e lo spazio per crescere insieme;
    3. fedeltà emotiva, non essendoci leggi esterne (come il divieto di adulterio) si privilegia la fedeltà emotiva su quella fisica con più onestà e meno ipocrisia circa i rapporti fuori della coppia;
    4. maggiore flessibilità sessuale, e più variabilità nei ruoli, non stereotipati, ma più creativi.
  5. Psicoterapia, in certi casi, individuale o di gruppo. La psicoterapia valida dell’omosessualità presuppone che:
    1. gli omosessuali possono avere delle vite ben strutturate e produttive, e delle relazioni affettive gratificanti e stabili (capacità di lavorare e di amare);
    2. il tentativo di cambiare l’orientamento sex risulta sempre dannoso e pericoloso ;
    3. non è vero che l’eterosessualità è la normale conclusione dello sviluppo psichico.

Gli omosessuali possono raggiungere salute e normalità. Con questi termini, qui sinonimi, ci si riferisce alla possibilità per un gay di avere una personalità ben integrata e dotata di armonia psichica così di sentirsi sicuro della propria identità personale come omosessuale e possa lavorare, amare ed essere amato, senza grossi ostacoli prodotti da conflitti intrapsichici, con un buon livello di autostima e una positiva immagine di sé.

"Se suo figlio è infelice, nevrotico, lacerato dai conflitti, inibito nella vita sociale, l’analisi può portargli l’armonia, la tranquillità psichica, una piena efficienza... sia che rimanga omosessuale, sia che cambi" ... "L’omosessualità non è certo un vantaggio, ma non è nulla di vergognoso, non è un vizio né una degradazione e non può essere classificata come malattia... . Molti individui altamente rispettabili del passato e del presente sono stati omosessuali e tra loro alcuni degli uomini più celebri che siano mai esistiti (Platone, Michelangelo, Leonardo da Vinci...)" (S. Freud, 09.04.35, risposta ad una madre americana, cfr, E. Jones 1953, pp. 236/37). "Dovremmo forse considerare malati grandi pensatori e studiosi.. che ammiriamo proprio per la loro integrità mentale? Le persone omosessuali non sono malate. Esse non vanno perseguite penalmente." (S. Freud, Intervista a " Die Zeit" Vienna, 27.10.1905).

In campo psicoanalitico oggi la sessualità non è vista più tanto come pulsione, ma per il ruolo che ha nella formazione e conservazione della identità personale come "senso di sé". Il sesso è visto come il più potente organizzatore dell’esperienza "le sensazioni corporee e i piaceri sensuali delimitano la pelle, il profilo, i confini dell’individuo e la dialettica dell’intimità fisica e sessuale, ci colloca in una certa posizione rispetto all’altro: sopra, sotto, dentro. Contro, intorno, in posizione di controllo, di resa, di rapimento, di adorazione... e così via" (Mitchell, 1988, Boringhieri, S.A. in "Gli orientamenti relazionali in psicoanalisi").

"Il raggiungimento della meta genitale, la meta che permette alla sessualità di esprimersi nel modo più completo, in tutta la sua gamma di espressioni e comunicazioni è possibile sia per gli eterosessuali che per gli omosessuali. I primi avranno per oggetto d’amore una persona che si differenzia dalla prima per i caratteri sessuali primari e secondari, i secondi avranno per oggetto d’amore, comunque differenziato dal proprio Sé, un altro che conferma, attraverso la corrispondenza della struttura anatomica, il Sé nella sessualità. Nell’uno e nell’altro caso è importante mantenere la propria autonomia e non stabilire una simbiosi complementare o simmetrica. Per gli omosessuali che, come detto, hanno una strada resa molto più ardua dalla società e dalla cultura cattolica è importante non sentirsi estranei e disadattati alla realtà che li circonda. La meta genitale può essere perseguita da tutti..." (Jole Baldaro Verde, 1985).


Bibliografia essenziale


A. Sullivan "Praticamente Normali"
(Le ragioni dell’omosessualità)
Ed. Mondadori, Milano, 1996



R. A. Isay "Essere Omosessuali"
(Omosessualità maschile e sviluppo psichico)
Ed. R. Cortina, Milano, 1996

R. Del Favero, M. Palomba "Identità diverse"
(Psicologia delle omosessualità)
Ed. Kappa, Roma, 1996

Jole Baldaro Verde Prefazione: in
"Le gioie dell’omosessualità"
di C. Silverstein e E. White
Ed. Centro Studi Terapie Sessuali, Bologna, 1985



J.J. Mc Neill "Scommettere su Dio"
(Teologia della liberazione omosessuale)
Ed. Sonda, Torino, 1994

R. Morelli"Autostima"
(Le regole pratiche)
Ed. Istituto RIZA, Milano
H. Mayer"I diversi, la donna, l’ebreo, l’omosessuale..."
Garzanti, Milano, 1977
G.Goffman "Stigma, l’identità negata"
Giuffré, Milano, 1983
E.Fromm "I cosiddetti sani. La patologia della normalità"
A. Mondadori, 1991

 

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